Cosa sono i cannabinoidi e come interagiscono con l’organismo

I cannabinoidi sono un gruppo di composti bioattivi, classificati in base alla loro fonte come endocannabinoidi se sintetizzati fisiologicamente nel nostro organismo, fitocannabinoidi quando estratti dalle piante, e cannabinoidi sintetici quando sintetizzati artificialmente in laboratorio.

Alla fine degli anni ’80 compaiono i primi studi in merito ai cannabinoidi endogeni e ai loro meccanismi di interazione con i recettori capaci di legare queste tipologie di molecole. Si comincia quindi a parlare di Sistema EndoCannabinoide (ECS), che consiste in una serie di lipidi e recettori neuromodulatori situati in tutto il cervello e nel sistema nervoso centrale e periferico che si legano ai cannabinoidi endogeni (primo fra tutti l’anandamide, una molecola derivata dall’acido arachidonico) e i fitocannabinoidi di origine vegetale.

I recettori (cannabinoidi-1) CB1 e (cannabinoidi-2) CB2 sono i due recettori principali del sistema endocannabinoide (ECS). Studi hanno dimostrato che entrambi i recettori CB1 e CB2 si trovano anche nei cheratinociti, nelle fibre nervose cutanee, nei melanociti, nelle ghiandole sudoripare e nei follicoli piliferi, nei mastociti e nel sistema immuno-modulatorio cutaneo.

I fitocannabinoidi vegetali della Cannabis Sativa

I fitocannabinoidi vegetali vengono estratti principalmente dalla pianta Cannabis Sativa L., che è il nome botanico latino e scientifico della pianta.

La Cannabis Sativa è una pianta erbacea utilizzata fin dall’antichità come fonte di fibra per corde, tessuti o carta. Impiegata nella medicina tradizionale cinese come rimedio per il dolore e le infiammazioni, la Cannabis trova quindi diverse applicazioni anche nell’uomo. Ad oggi è considerata un valido supporto per alleviare alcuni tipi di dolore cronico, ridurre la nausea indotta dalla chemioterapia e migliorare l’ansia. Alla fine del XIX secolo si registrano le prime osservazioni dei benefici di questa pianta anche a livello cutaneo che riguardavano principalmente la riduzione del prurito.

I due fitocannabinoidi maggiormente studiati sono il delta-9 tetraidrocannabinolo, meglio conosciuto come THC, e il cannabidiolo, noto come CBD. Il THC è il principale composto psicotropo della cannabis, mentre il CBD non ha effetti psicoattivi.

La coltivazione di Cannabis Sativa L.

Con la Legge 2 dicembre 2016 n. 242, la coltivazione di canapa (nelle varietà iscritte nel Catalogo comune delle varietà delle specie di piante agricole, ai sensi dell’articolo 17 della direttiva 2002/53/CE del Consiglio del 13 giugno 2002), il cui contenuto del cannabinoide con effetto psicotropo THC non superi nell’infiorescenza la concentrazione dello 0.2% (con tolleranza fino allo 0,6% per gli agricoltori che si siano attenuti alle prescrizioni di cui al predetto testo normativo), è diventata legale in Italia per la produzione di fibre o per altri usi industriali diversi dall’uso farmaceutico, e limitatamente ai prodotti e materiali tassativamente elencati nell’art. 2 della L. 242/2016, tra cui rientrano i cosmetici prodotti nel rispetto della disciplina di settore.

La normativa sopra richiamata, dunque, si limita a normare la coltivazionedella canapa per le finalità e gli usi specificamente indicati dall’art. 2 della L. 242/2016, rimanendo pertanto esclusa la commercializzazione di infiorescenze, foglie, olio e resina e, più in generale, ogni derivato che non sia tassativamente indicato dalla norma appena richiamata, che continua ad essere sottoposto alla disciplina dell’art. 73 del D.P.R. 309/1990 (T.U. in materia di stupefacenti) anche a fronte di un contenuto di THC inferiore ai valori indicati dall’art. 4 della L. 242/2016, salvo che tali derivati siano, in concreto, privi di ogni efficacia drogante o psicotropa (vedi in tal senso Cassazione, Sez. U, Sentenza del 30.05.2019 n. 30475).

Proprietà e benefici del CBD sulla pelle

Insieme alla scoperta dei recettori per i cannabinoidi sulla pelle, è stato ulteriormente dimostrato che il CBD per uso topico ha effetti antinfiammatori, antipruriginosi, analgesici, cicatrizzanti e antiproliferativi. I dati raccolti dagli studi in vitro dimostrano che gli effetti dei fitocannabinoidi coinvolgono diverse popolazioni di cellule cutanee come i cheratinociti e i sebociti coinvolti in molti disordini quali la psoriasi, la dermatite atopica, l’acne e la secchezza della pelle.

Sembra inoltre che il CBD sia coinvolto nella protezione dei cheratinociti dallo stress ossidativo indotto dai raggi UV e nella produzione della melanina, il che lo renderebbe un valido alleato per il trattamento del fotoinvecchiamento. Studi recenti stanno approfondendo il legame tra la modulazione della proliferazione dei cheratinociti da parte del CBD in patologie cutanee come la psoriasi e la dermatite atopica. Una delle applicazioni più promettenti a livello cutaneo dei fitocannabinoidi è il trattamento degli squilibri nella produzione di sebo e dell’acne.

L’ingrediente cosmetico CBD

Nel 2021 il Cannabidiolo CBD derivato da Cannabis Sativa è stato inserito nel CosIng (Cosmetic Ingredients database), la banca dati della Commissione Europea per le informazioni sugli ingredienti cosmetici.

Questo aggiornamento ha rappresentato una grande evoluzione nel settore cosmetico, perché fino ad allora solo il CBD di origine sintetica era riconosciuto nell’Unione Europea. Inoltre ha dato un’ulteriore spinta agli studi sugli effetti topici dei cannabinoidi vegetali e ha uniformato le discrepanze legislative all’interno dei diversi stati dell’Unione Europea che creavano condizioni sfavorevoli allo sviluppo di un mercato che trova ampio apprezzamento in tanti altri Paesi del mondo.

L’utilizzo degli estratti vegetali rispetto ai cannabinoidi sintetici permette di sfruttare la sinergia di azione dei fitocannabinoidi nel loro complesso in quanto spesso la loro azione è il risultato sinergico di attivazione di diversi bersagli molecolari con meccanismi non ancora del tutto chiariti.

I fitocannabinoidi rappresentano quindi ingredienti molto interessanti per le future applicazioni cosmetiche e sarà compito dei numerosi studi in corso di questi ultimi anni a chiarire i meccanismi biologici alla base dei miglioramenti dei disequilibri della pelle.

L’EIHA, l’associazione europea per la canapa industriale, ha lavorato molto per questo traguardo e propone l’aggiunta anche degli estratti delle foglie, dei fiori e delle radici, garantendo la sicurezza da parte dei consumatori, proponendo un limite di THC di 20 ppm cioè 0.002%.

Riferimenti bibliografici

Martinelli G et al. Cannabis sativa and Skin Health: Dissecting the Role of Phytocannabinoids. Planta Med 2022; 88: 492–506. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/33851375/

Makhakhe L. Topical cannabidiol (CBD) in skin pathology – A comprehensive review and prospects for new therapeutic opportunities. S Afr Fam Pract. 2022;64(1), a5493. https://doi.org/10.4102/safp.v64i1.5493

Baswan SM et al. Therapeutic Potential of Cannabidiol (CBD) for Skin Health and Disorders Clinical, Cosmetic and Investigational Dermatology 2020:13 927–942. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/33335413/

https://www.canapasativaitalia.org/eu-cbd-naturale-cosing-cosmetici-feb2021/

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